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Depuratore di Cuma: monta la protesta  
11/07/09

NAPOLI - E' cominciata stamattina alle 9 il sit-in di protesta dei cittadini dell'Area Flegrea per chiedere l'immediata chiusura dell'impianto di depurazione situano nell'interland nord della provincia di Napoli. Da una quindici di anni l'impianto funziona parzialmente e spesso e volentieri l'azione di depurazione è inesistente. Negli anni tante altre sono state le manifestazioni di protesta dei residenti che lamentavano miasmi e più volte è stato documentato lo sversamento in mare di liquami allo stato puro. Un paio di settimane fa l'impianto fu totalmente fermato dai dipendenti della ditta appaltatrice, la Idrogest, che da anni si occupa della gestione e che avrebbe dovuto provvedere alla ristrutturazione, perchè non avevano percepito le spettanze degli ultimi paio di mesi. Il risultato è stato quello di un degrado esponenziale avuto in pochi giorni anche per la concomitanza di guasti di alcuni impianti che da Bacoli e Monte di Procida convogliavano i liquami a Cuma per la depurazione. I liquami sono fuoriusciti riversandosi in mare rendendo impossibile la balneazione a Pozzuoli, a Bacoli, a Monte di Procida, in alcune zone di Procida ed addirittura di Ischia. A questo proposito l’Arpac avrebbe fatto delle analisi che darebbero esiti meno catastrofici, ma il condizionale è d’obbligo. Gli operatori dei lidi da Capo Misero a Miliscola tengono ad evidenziare che la costa in quel tratto sarebbe quindi balenabile. Il depuratore di Cuma, ubicato su una delle più belle coste campane peraltro rese impraticabili proprio a causa del suo malfunzionamento, fu costruito alla fine degli anni '70 per entrare in funzione nell' '82, negli anni avrebbe subito vari ammodernamenti, dovrebbe depurare i liquami provenienti da buona parte della città di Napoli e di tutto l’interland nord. Un impianto che negli anni ha inghiottito un mare di soldi.


 


L'ENEA già nel 2001 aveva rilevato malfunzionamento, lavori mai terminati o mai eseguiti. Il Tribunale di Napoli aveva già condannato penalmente i precedenti gestori, la ditta Pianese, in quanto “In effetti l’impianto di depurazione di Cuma, non ha mai correttamente funzionato, come è dato apprendere in primis dalla Sent. n. 4351 resa dal Tribunale penale di Napoli – Sezione Distaccata di Pozzuoli il 19.3.09…”.


La protesta, assicurano le associazioni, vigili sul territorio, proseguirà per tutta la giornata. Nel contempo chiedono che venga fatta chiarezza su gestione e fondi, di individuare ed incriminare i responsabili per disastro ambientale, di fermare totalmente l’impianto che continua a sversare in mare senza alcun “filtro” nelle more di un ammodernamento.


 


Fonte: primapress.it




 
 
 
 
   
 
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